domenica  / 28 maggio  / 2017
Storie

1965 – 1976: Magnifici e tormentati quegli anni

In questi anni cambia il mondo, quindi anche il ciclismo. In Italia abbiamo tre moschettieri: Adorni, Motta, Gimondi, più una schiera di ciclisti sensazionali da Vito Taccone a Italo Zilioli, da Dino Zandegù a Franco Bitossi, Marino Basso e din don Dancelli. Però il ciclismo cambia perché c’è un cannibale che lo divora in tutto e per tutto: Eddy Merckx.

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Storie

1956 – 1964: Gli anni ruggenti

Nel 1956 c’è la prima copertura televisiva di tutte le tappe del Giro. Vianello e Tognazzi con la presentatrice Franca Tamantini creano Giro a segno, che conclude ogni tappa in tv. Sport e varietà. Tra le vedette al seguito della corsa c’è anche Mario De Maria, campione di Lascia o raddoppia. Sandra Mondaini è la madrina del Giro.

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Storie

1946 – 1955: Coppi, Bartali e la ricostruzione

Il Giro passa dalle mani di Cougnet a quelle di Torriani, giovane coordinatore dell’ufficio Organizzazione pubblicità della Gazzetta che torna nelle edicole il 2 luglio del 1945 con un solo foglio e cadenza bisettimanale. Nel 1946 il Giro parte un mese dopo rispetto alla data tradizionale causa referendum: nasce la Repubblica.

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Articoli

Un turista a Red Hook

Una delle gare più belle di sempre, la Red Hook di NYC vista con gli occhi di un semplice turista e il suo smartphone. Francesco Dolfo ci ha passato questa serie di scatti fatti senza nessuna particolare attrezzatura o posizione privilegiata. Lobster roll incluso.

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Storie

1925 – 1940: Lo sport di massa

Alfredo Binda è il primo super campione, con i suoi cinque Giri vinti. La tragedia di Bottecchia: è il primo ciclista italiano a vincere il Tour e probabilmente è assassinato per il suo essere antifascista.

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