Storie
Elia il profeta della velocità

Cosa rimane del Giro in terra santa? Il distacco di Froome e Aru da Dumoulin, e le volate vincenti di Elia Viviani che in Israele ribadisce il suo essere profeta della velocità.

Per il resto poco e altro: la gran marchettona pubblicitaria fra Gerusalemme e il Mar Rosso, le tantissime persone assiepate lungo le strade, il fascino di Tel Aviv, metropoli giovane e pulsante di vita con un’età media degli abitanti intorno ai trentadue anni. Si poteva fare qualcosa di più? Si poteva lanciare il grido shalom in eurovisione e oltre le barriere che dividono quei territori lacerati dall’odio e dalla violenza? Forse non si può chiedere di più ad una manifestazione sportiva, anche se retorica vuole lo sport come portatore sano di sani principi. A proposito di sani principi: sono passati oltre sette mesi dal caso Froome e la federazione internazionale non è riuscita a prendere una decisone che una. Non è ridicolo tutto ciò? Sì, lo è. E rende il nostro amato sport non solo ridicolo ma anche poco credibile. Andiamo avanti però, che il Giro è bello e ci sarà da divertirsi.